Gomito e polso doloranti: quando le infiltrazioni con PRP e SVF possono aiutare
Gomito e polso lavorano tutto il giorno: al computer, in cucina, in palestra, nei lavori manuali. Quando fanno male, anche gesti semplici come aprire un barattolo o sollevare una tazza diventano difficili. Oltre a riposo, fisioterapia e farmaci, si parla sempre più spesso di infiltrazioni con PRP e SVF, ottenuti dal sangue e dal grasso del paziente stesso. Ecco quando possono avere un ruolo e quando invece servono altre strade.
Gomito e polso: piccole articolazioni sotto carico continuo
Il gomito collega braccio e avambraccio e permette di piegare, distendere e ruotare la mano. Il polso è un insieme di piccole ossa che trasmette alla mano forza e precisione. Entrambe le articolazioni sono relativamente piccole, ma vengono sollecitate migliaia di volte al giorno, spesso con movimenti ripetuti.
Per questo il dolore in queste zone è frequente in chi fa lavori manuali, usa a lungo il mouse o pratica sport come tennis, padel, golf, arrampicata o sollevamento pesi. A volte compare dopo un singolo trauma, come una caduta sulla mano tesa; altre volte si costruisce lentamente nel tempo.
Una distinzione è fondamentale fin dall'inizio: non tutto il dolore al gomito o al polso nasce dall'articolazione. Molti disturbi comuni riguardano tendini, legamenti o nervi:
- l'epicondilite, il cosiddetto gomito del tennista, è un problema dei tendini;
- il dolore con formicolio alle dita può dipendere da un nervo compresso;
- una cisti o una tendinite possono dare dolore localizzato al polso.
Il trattamento corretto dipende proprio da questa distinzione. Il primo passo, quindi, non è scegliere una terapia, ma capire con precisione quale struttura è coinvolta, attraverso visita ed esami.
Quando il problema è l'articolazione
Quando la causa è articolare, i quadri più comuni sono l'artrosi, cioè l'usura della cartilagine, l'artrite, di natura infiammatoria, e gli esiti di traumi come fratture o lesioni dei legamenti. Nel gomito l'artrosi è meno frequente che nel ginocchio, ma compare spesso dopo vecchie fratture o in chi ha sollecitato molto il braccio per lavoro o sport. Nel polso può seguire una frattura guarita male o una lesione dei legamenti tra le piccole ossa.
I sintomi tipici di un problema articolare sono:
- dolore profondo, che peggiora con l'uso e migliora con il riposo;
- rigidità al mattino o dopo un periodo di immobilità;
- difficoltà a distendere completamente il gomito o a piegare il polso;
- scrosci o blocchi durante il movimento;
- gonfiore ricorrente.
Se il dolore è accompagnato da gonfiore, calore e arrossamento di più articolazioni, magari con stanchezza generale, è importante escludere una malattia reumatica. In questo caso il punto di riferimento è il reumatologo: eventuali infiltrazioni possono affiancarsi alla terapia, ma non la sostituiscono.
Un dolore improvviso con articolazione calda, rossa e febbre richiede invece una visita urgente, perché può indicare un'infezione.
Quali esami servono e come preparare un parere a distanza
Per valutare gomito e polso servono immagini. La radiografia mostra lo stato delle ossa, lo spazio articolare e gli esiti di vecchie fratture. La risonanza magnetica descrive cartilagine, legamenti e tessuti molli ed è spesso decisiva per lesioni non visibili ai raggi X. L'ecografia è utile per tendini, versamenti e infiammazioni, e permette di confrontare i due lati.
Chi pensa a un trattamento all'estero può far valutare i propri esami prima di partire. È utile preparare:
- le immagini originali, non solo le foto dello schermo, insieme ai referti;
- le date degli esami e degli eventuali traumi;
- una descrizione del dolore: quando compare, quali movimenti lo provocano, se sveglia di notte;
- l'elenco delle terapie già provate, come fisioterapia, tutori, farmaci o infiltrazioni;
- le malattie in corso e i farmaci assunti, in particolare gli anticoagulanti.
Più il quadro è completo, più il parere sarà preciso. Se gli esami sono vecchi di anni o non mostrano l'articolazione che fa male, il medico può chiedere di ripeterli.
Una buona valutazione a distanza deve dire con chiarezza se il problema rientra tra quelli trattabili, quale procedura viene proposta e cosa resta da verificare durante la visita in presenza.
PRP e SVF su gomito e polso: come si svolge la procedura
Entrambe le terapie partono da materiale biologico proprio. Per il PRP basta un prelievo di sangue modesto: dal campione si concentra il plasma con le piastrine, ricco di fattori di crescita, che può ridurre lo stato infiammatorio e favorire un ambiente più adatto ai processi riparativi. Per la SVF si preleva invece una piccola quantità di grasso, una trentina di millilitri, dall'addome o dalla parte interna della coscia, con anestesia locale e senza suture; il campione passa in centrifuga, se ne ricava la frazione cellulare utile e la si combina con il plasma.
City Medical Centre, clinica di Mosca che propone il trattamento rigenerativo delle articolazioni senza chirurgia, elenca il gomito e le articolazioni di mano e polso tra quelle trattate nella pagina sulle terapie articolari per i pazienti di Roma. Ogni infiltrazione viene eseguita sotto guida ecografica, dettaglio prezioso in un'articolazione piccola come il polso. Tutto avviene in giornata, senza degenza né stampelle.
Il PRP può essere un ciclo a sé o combinato con la SVF ed è spesso usato nelle forme lievi di artrosi; la SVF si sceglie quando le alterazioni sono più marcate e si cerca un effetto più duraturo, in particolare quando la malattia non è ancora in fase avanzata. Le visite di controllo cadono a uno, tre e sei mesi. In genere il sollievo dal dolore arriva entro le prime settimane, il movimento diventa più libero verso il terzo mese e il beneficio pieno matura intorno al sesto, anche se il decorso varia da persona a persona.
Quando non è la scelta giusta
Le infiltrazioni rigenerative non sono adatte a tutti. Escludono il trattamento una malattia oncologica, la gestazione o il periodo dell'allattamento, problemi di coagulazione del sangue, un'infezione acuta, compresa quella localizzata nell'articolazione o nei suoi dintorni, la fase acuta di una patologia cronica importante e gravi disturbi cardiaci, renali o epatici. Rimandano invece la seduta, solo per qualche tempo, uno stato febbrile, un'influenza o un raffreddore e una pelle infiammata nel punto dell'iniezione.
Anche lo stadio conta. I risultati migliori si ottengono quando l'usura è lieve o moderata; se l'artrosi è ormai avanzata, è corretto che il medico lo dica apertamente e indichi la sostituzione protesica come strada più concreta. Nell'artrite, PRP e SVF non sostituiscono le cure del reumatologo per una malattia sistemica e non si eseguono durante un'infezione articolare attiva o una riacutizzazione grave.
Se poi il dolore viene da un tendine o da un nervo, un'infiltrazione articolare non è la risposta: servono altri percorsi, che uno specialista deve indicare.
Il primo passo può essere gratuito: la clinica offre la prima consulenza e la valutazione degli esami senza costi, anche online, e un coordinatore si mette in contatto per organizzare l'appuntamento. I prezzi non sono pubblicati e vanno chiesti direttamente. Prima di partire, fatevi confermare per iscritto che il vostro caso rientra tra quelli adatti e come saranno organizzati i controlli successivi.